Come si misura il valore di un pasto? Quanto vale una visita medica che evita un ricovero? Quale impatto produce una relazione di fiducia, un colloquio di orientamento, la possibilità di tornare a sentirsi parte di una comunità?
Sono domande che accompagnano ogni giorno il lavoro delle Cucine Economiche Popolari e che difficilmente trovano spazio nelle tradizionali rendicontazioni; non è semplice restituire il valore dei cambiamenti che questi servizi generano nella vita delle persone e, più in generale, nella comunità.
Per questo motivo abbiamo realizzato una valutazione dell’impatto sociale attraverso l’indicatore S-ROI (Social Return on Investment), con il supporto dello Studio ALCOR. Un percorso che nasce dal desiderio di dare forma e riconoscimento anche a quei benefici che spesso rimangono invisibili, ma che rappresentano una parte essenziale del valore prodotto dalle Cucine Economiche Popolari.
L’analisi prende in considerazione i quattro principali servizi delle Cep – mensa, servizio sanitario, igiene personale e ascolto e orientamento – e valuta gli effetti generati nei confronti delle persone accolte, dei volontari, del sistema sanitario, delle istituzioni e dell’intera comunità. Accanto agli aspetti più facilmente quantificabili, come la prevenzione di ricoveri o l’accesso alle cure, vengono considerati anche elementi quali il benessere psicologico, la qualità delle relazioni, il rafforzamento dell’autostima, il senso di appartenenza e la dignità restituita alle persone.
Il risultato complessivo evidenzia un impatto sociale netto pari a 3.157.735 euro, a fronte di un costo complessivo delle attività di 1.440.148 euro, comprensivo anche della valorizzazione economica del volontariato. In altre parole, per ogni euro investito le Cucine Economiche Popolari generano 2,19 euro di ritorno sociale.
Questo dato rappresenta un indicatore importante, ma non esaurisce il significato dell’analisi. Il valore più grande di questo lavoro consiste nell’aver mostrato che l’accoglienza produce effetti che vanno ben oltre il servizio erogato. Un pasto può contribuire a prevenire problemi di salute; un ambulatorio può evitare accessi impropri al pronto soccorso; una doccia, un cambio di vestiti o un colloquio di orientamento possono rafforzare la dignità, favorire percorsi di autonomia e generare benefici che coinvolgono l’intera collettività.
Come ricorda il presidente della Fondazione Nervo Pasini, don Luca Facco, «le Cucine Economiche Popolari desiderano essere un luogo di sperimentazione sociale, capace di generare valore per l’intera comunità». In questa prospettiva, la misurazione dell’impatto sociale rappresenta uno strumento che aiuta a comprendere meglio il significato del lavoro quotidiano, orientare le scelte future e rendere sempre più visibile il valore che nasce dalle relazioni.
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