«Si può lavorare molto, ma in un clima sereno»: lo sguardo di Gabriele sulle Cep

Da qualche mese, il lunedì mattina, Gabriele presta servizio come volontario nella cucina delle Cep.

È arrivato durante un periodo di pausa dal lavoro e ha scelto di dedicare una parte di questo tempo al volontariato. Tra poco questa parentesi si concluderà e tornerà alla propria attività professionale.

Qualche tempo fa, parlando della sua esperienza, Gabriele ha fatto spontaneamente un’osservazione molto semplice: «C’è proprio un bel clima».

Ci ha colpiti. Non tanto perché fosse un complimento, quanto perché riguardava un aspetto che difficilmente viene raccontato. Per questo gli abbiamo chiesto se avesse voglia di mettere per iscritto qualche pensiero sull’esperienza che stava vivendo.

Sono arrivate alcune righe, molto dirette:

«Si può lavorare anche molto, ma in un clima sereno e accogliente. Questo mi serviva e sicuramente riscoprire un luogo dove si vive questo mi dà fiducia per il futuro.»

Sono parole che raccontano bene ciò che Gabriele aveva già provato a dirci a voce. In questi mesi ha condiviso il lavoro quotidiano della cucina insieme agli altri volontari e agli operatori e, nel momento in cui questa esperienza si avvicina alla conclusione, ha scelto di soffermarsi proprio sul clima che ha incontrato.

Nelle righe che ci ha lasciato compare anche una frase che Gabriele ha letto su un poster nella sala al piano superiore delle Cep: «Un posto che accoglie ogni storia». La riprende e aggiunge semplicemente: «Questo è vero!».

Il suo sguardo si ferma anche sulla struttura, segnata inevitabilmente dall’uso e dal tempo, ma che descrive allo stesso tempo come «viva e ben tenuta».

Non c’è molto altro da aggiungere alle parole di Gabriele. Raccontano alcuni mesi trascorsi in cucina e ciò che, tra le tante cose che avrebbe potuto ricordare, ha scelto spontaneamente di mettere in evidenza.

Tra poco tornerà alla propria attività professionale e si concluderà anche il suo appuntamento del lunedì mattina alle Cep. Nel salutarci ha scritto semplicemente «arrivederci».

E allora raccogliamo volentieri il suo saluto, insieme a quella frase pronunciata quasi per caso da cui è nato questo breve racconto: «C’è proprio un bel clima».