Ascoltare le priorità per orientare il futuro: cosa emerge dall’analisi di materialità delle Cep

Capire che cosa conta davvero in un’organizzazione non è mai un esercizio teorico. Significa interrogarsi su quali priorità orientano le scelte quotidiane, su quali aspetti vengono riconosciuti come più importanti da chi governa i servizi, da chi vi lavora, da chi li sostiene e da chi li attraversa. È proprio da questa domanda che nasce il lavoro di analisi di materialità realizzato dalle Cucine Economiche Popolari.

Le Cep hanno recentemente pubblicato un report dedicato a questo tema, uno strumento sempre più utilizzato nella rendicontazione sociale per individuare i temi più rilevanti per un’organizzazione e per i suoi stakeholder. L’obiettivo del lavoro è stato comprendere quali priorità emergono oggi attorno alle Cep e quali aspetti orientano maggiormente la loro missione, il lavoro quotidiano dei servizi e le prospettive di sviluppo dell’opera.

L’analisi di materialità parte da un presupposto chiaro: le priorità di un’organizzazione non possono essere definite soltanto dall’interno, ma devono emergere anche dall’ascolto delle persone che ne vivono l’esperienza. Per questo motivo il percorso ha coinvolto diversi gruppi di stakeholder attraverso questionari strutturati che hanno indagato due dimensioni per ciascun tema: la strategicità e l’urgenza.

Il report rappresenta quindi un tentativo di restituire una fotografia il più possibile affidabile delle priorità percepite, mettendo in relazione il punto di vista dell’organizzazione con quello delle persone accolte.

Il lavoro si è sviluppato in tre passaggi principali:

  • individuazione dei 13 temi materiali da parte del Consiglio di Amministrazione;
  • coinvolgimento degli stakeholder tramite questionari;
  • elaborazione dei risultati e costruzione della matrice di materialità.

Complessivamente sono stati raccolti 177 questionari, così distribuiti: 8 membri del Consiglio di Amministrazione, 12 dipendenti, 102 volontari, 5 suore della comunità e 50 ospiti.

Per evitare distorsioni dovute alla diversa numerosità dei gruppi, i risultati sono stati elaborati calcolando la media tra gruppi di stakeholder e non la media semplice di tutti i questionari raccolti. Questo accorgimento metodologico ha permesso di mantenere un equilibrio tra i diversi punti di vista e di rendere più leggibile la sintesi complessiva.

I risultati quantitativi

L’analisi restituisce un quadro molto chiaro delle priorità percepite attorno alle Cep. Alcuni temi emergono con particolare forza e risultano condivisi in modo trasversale dai diversi gruppi coinvolti.

In primo luogo viene riconosciuta la centralità dei servizi che costituiscono il cuore storico dell’opera: l’accoglienza delle persone in difficoltà, l’accesso alla salute e i percorsi di inclusione sociale e di autonomia. Si tratta degli ambiti che definiscono con maggiore evidenza l’identità delle Cep e che risultano riconosciuti come prioritari sia da chi governa e realizza i servizi sia da chi li vive direttamente.

Accanto a questi elementi emerge con chiarezza anche l’importanza della sostenibilità economica dell’opera. Gli stakeholder indicano infatti con forza la necessità di garantire risorse stabili e adeguate per sostenere nel tempo le attività e permettere ai servizi di continuare a operare con continuità.

Un terzo gruppo di temi riguarda le condizioni organizzative che rendono possibile il lavoro quotidiano: la formazione del personale dipendente, il lavoro di rete con il territorio, la capacità di valutare e comunicare l’impatto delle attività e l’innovazione dei servizi. Nel loro insieme questi aspetti mostrano come le Cep vengano percepite non semplicemente come un luogo di erogazione di prestazioni, ma come un’organizzazione che deve garantire competenza, stabilità e capacità di evoluzione.

La matrice di materialità evidenzia inoltre alcune differenze di percezione che arricchiscono la lettura complessiva. Alcuni temi, come la sostenibilità ambientale e la valorizzazione dei volontari, risultano sentiti con particolare intensità dalle persone accolte; altri, come il lavoro di rete territoriale, la comunicazione dell’impatto e le attività di sensibilizzazione, emergono con maggiore forza dal punto di vista dell’organizzazione. Più che indicare divergenze, queste differenze riflettono prospettive diverse legate ai ruoli e alle esperienze vissute.

Le principali indicazioni emerse

La domanda più importante riguarda il senso di questo percorso: che cosa ha chiarito davvero questo lavoro?

Il report non ha scoperto una realtà completamente inattesa. Il suo contributo più importante è stato piuttosto quello di rendere esplicite e documentate alcune intuizioni che prima erano presenti soprattutto in forma implicita.

In particolare, dall’analisi emergono tre indicazioni fondamentali:

  • il cuore della missione delle Cep è riconosciuto da tutti: accoglienza, diritto alla salute e percorsi di autonomia rappresentano le priorità più chiaramente condivise da governance, operatori, volontari e persone accolte;
  • la sostenibilità economica e la qualità dell’organizzazione sono condizioni decisive: gli stakeholder riconoscono che servizi solidi e continui nel tempo dipendono dalla presenza di risorse adeguate, dalla formazione del personale, dal lavoro di rete e dalla capacità di valutare l’impatto delle attività;
  • le Cep vengono percepite come qualcosa di più di un servizio: dalle motivazioni qualitative emerge un’immagine delle Cep come luogo di relazioni, responsabilità e cultura della solidarietà, oltre che come spazio di risposta ai bisogni materiali.

Le risposte aperte dei questionari confermano questa lettura. Tra le motivazioni ricorrono con frequenza la centralità della persona, il legame tra bisogni primari e percorsi di autonomia, la qualità delle relazioni e la necessità di garantire stabilità e sostenibilità all’organizzazione.

Nel loro insieme questi elementi restituiscono un’immagine molto chiara delle Cep: non una semplice somma di servizi, ma una realtà capace di tenere insieme cura delle persone, qualità delle relazioni, responsabilità organizzativa e visione nel tempo. L’analisi di materialità diventa così uno strumento utile per comprendere meglio come l’opera viene riconosciuta da chi la vive e la attraversa.

Il report completo dell’analisi di materialità delle Cep è disponibile e può essere scaricato al seguente link: clicca qui.