FONDAZIONE NERVO PASINI e VENETO LAVORO insieme per sostenere l’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio sociale o economico

È stata firmata stamane, venerdì 7 agosto 2026, da don Luca Facco, presidente della Fondazione Nervo Pasini e Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro, una Convenzione quadro di collaborazione tra le due realtà da loro rappresentateorientataa sostenere l’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio sociale o economico nel territorio veneto, promuovere l’accesso a politiche attive (dalla formazione all’incontro tra domanda e offerta), valorizzare il sistema degli enti del terzo settore quale strumento di inclusione e di riconoscimento del valore sociale generato a favore della comunità.

Una convenzione basata su principi di reciprocità che viene firmata dopo un percorso di dialogo e conoscenza delle due realtà e una prima esperienza di “IncontraLavoro” proprio all’interno delle Cucine economiche popolari (CEP), svoltasi lo scorso 10 giugno con la partecipazione di 19 utenti delle CEP e tre aziende con un totale di 52 colloqui. Un primo importante passo per far entrare in relazione più stretta le tante e diverse persone che frequentano i servizi delle Cucine economiche popolari e il mondo del lavoro, nell’obiettivo di favorire processi di emancipazione sociale e valorizzazione personale.

Con la Convenzione si fanno a strutturare e formalizzare alcuni impegni reciproci tra le due realtà, a partire da un più attivo scambio di informazioni che può facilitare la conoscenza di percorsi di inserimento lavorativo e di formazione, ma anche la progettazione e realizzazione di percorsi personalizzati di inserimento lavorativo che valorizzino le competenze individuali dei beneficiari ai fini di una loro futura autonomia; lo sviluppo di sinergie concrete tra il mondo delle imprese, il sistema dei servizi per il lavoro, il terzo settore; la promozione di una cultura della responsabilità sociale condivisa

La convenzione prevede l’organizzazione periodica di “IncontraLavoro” (eventi di incontro diretto tra candidati e aziende con posizioni aperte), ma anche, l’individuazione da parte di Veneto Lavoro di cooperative sociali accreditate attive nel territorio di riferimento della Fondazione che possano essere idonee ad accogliere persone soggette al collocamento obbligatorio a favore di ospiti delle Cucine economiche popolari portatori di disabilità.

Alla base della convenzione, che ha la durata di tre anni, c’è primariamente lo scambio reciproco di informazioni che possono essere utili a mettere in collegamento persone in situazione di vulnerabilità senza lavoro con opportunità concrete di impiego.

«Come ci ricorda l’enciclica di papa Leone XIV Magnifica Humanitas al n. 149, il lavoro non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita: gli aiuti economici restano talvolta necessari, ma non possono essere l’unica risposta – commenta don Luca Facco, presidente della Fondazione Nervo Pasini –. Questa convenzione con Veneto Lavoro nasce proprio da questa convinzione: mettere in rete enti diversi per superare l’assistenzialismo e aprire ai nostri beneficiari percorsi reali verso l’autonomia lavorativa. Alle Cucine economiche popolari lo sperimentiamo ogni giorno: la dignità si restituisce insieme, non da soli».

«Le Cucine economiche popolari rappresentano da molti anni un punto di riferimento per tante persone che vivono situazioni di fragilità e che spesso, proprio per la loro condizione, non conoscono i servizi per il lavoro disponibili sul territorio o non riescono ad accedervi spontaneamente – sottolinea Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro –.  Con la firma di questa convenzione vogliamo mettere a disposizione della Fondazione Nervo Pasini le competenze e gli strumenti necessari per offrire agli utenti di CEP un’opportunità in più: conoscere i servizi dei Centri per l’impiego, accedere a percorsi di orientamento e formazione e, soprattutto, cogliere occasioni di inserimento lavorativo che consentano loro di intraprendere un percorso di progressiva autonomia».

Ufficio stampa – Diocesi di Padova