La povertà degli stranieri in Italia: un divario crescente e strutturale

Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a un fenomeno inquietante: la povertà, che pur si mantiene sostanzialmente stabile nella popolazione generale, si è accentuata in modo marcato tra le famiglie straniere. I dati più recenti dell’Istat confermano come la condizione di disagio economico sia ormai profondamente stratificata secondo linee etniche, con gli stranieri che pagano un prezzo molto più alto alla crisi economica e sociale.

Secondo l’ultima indagine Istat sulle spese per consumi delle famiglie, nel 2023 la povertà assoluta ha colpito quasi 5,7 milioni di persone, pari al 9,7% della popolazione italiana. Di queste, 1,7 milioni sono stranieri, con un’incidenza individuale pari al 35,1%, oltre quattro volte superiore a quella degli italiani, che si attestano al 7,4%.

La differenza è ancora più netta osservando i nuclei familiari: la povertà assoluta interessa l’8,4% delle famiglie residenti in Italia, ma arriva al 35,1% in quelle composte esclusivamente da stranieri, contro il 6,3% nelle famiglie italiane. Negli ultimi dieci anni, le famiglie straniere sono state quelle con l’aumento più significativo di povertà, passando dal 25,2% nel 2014 al 35,1% nel 2023.

Le disparità territoriali evidenziano come, anche nelle regioni più sviluppate del Nord e del Centro Italia, la povertà tra le famiglie straniere continui a crescere, nonostante una congiuntura economica favorevole che ha migliorato l’occupazione generale. Nel Mezzogiorno, la povertà assoluta raggiunge i livelli più alti, con quasi il 40% delle famiglie straniere in difficoltà, in un contesto dove anche le famiglie italiane soffrono maggiormente rispetto alla media nazionale.

Uno degli aspetti più preoccupanti è il fenomeno del cosiddetto “lavoro povero”: tra le famiglie con tutti i membri italiani che lavorano, il tasso di povertà assoluta è del 4,7%, mentre tra quelle di soli stranieri occupati raggiunge il 34,2%. Questo significa che avere un lavoro, spesso precario e sottopagato, non è sufficiente a garantire condizioni di vita dignitose.

L’incidenza crescente della povertà tra gli stranieri è una manifestazione concreta di un modello migratorio che li concentra prevalentemente in settori e mansioni di basso valore e scarsa stabilità, aggravando la difficoltà di inserimento sociale e economico.

Sul piano sociale, le famiglie immigrate affrontano molteplici sfide comuni con le famiglie italiane in condizioni analoghe: l’accesso al lavoro, il reddito insufficiente, la difficoltà nel trovare un’abitazione adeguata, il sostegno all’infanzia e l’inserimento scolastico dei figli. A queste si aggiungono specifiche barriere culturali e linguistiche, una rete sociale meno strutturata e la complessità delle pratiche burocratiche per l’accesso ai servizi.

In particolare, le famiglie ricongiunte, provenienti da contesti culturali tradizionali, necessitano di supporti adeguati di mediazione familiare e sostegno alla genitorialità per favorire l’inclusione e la coesione sociale.

L’accesso alle prestazioni di welfare presenta una gerarchia complessa, dove i cittadini comunitari e i titolari di permessi di soggiorno a lungo termine godono di maggiori diritti rispetto ai possessori di titoli temporanei e soprattutto agli irregolari, i quali possono usufruire solo di servizi minimi di assistenza.

Un dato emblematico riguarda il reddito di cittadinanza, la cui fruizione nel dicembre 2023 vedeva la presenza di 59 mila nuclei con richiedenti non italiani, pari al 9,8% del totale beneficiari. Questo è significativamente inferiore rispetto alla stima di 331 mila famiglie straniere in condizione di povertà assoluta nello stesso anno, a dimostrazione delle difficoltà di accesso agli strumenti di protezione sociale per le famiglie straniere più vulnerabili.

Questo scenario ha importanti implicazioni anche in un paese come l’Italia, che attraversa una profonda crisi demografica e avrebbe bisogno di valorizzare pienamente i processi di integrazione, con politiche mirate e inclusive.


Fonti:

  • Istat (2024), Le statistiche dell’Istat sulla povertà. Anno 2023.
  • Bonifazi C., Paparusso A. (2024), “Il ruolo dell’immigrazione”, in A. Rosina (a cura di), Demografia e forza lavoro in Italia, Rapporto Cnel.
  • Vitiello M. (2019), “Bisogni sociali e integrazione delle famiglie di origine immigrata”, Rivista delle Politiche Sociali, 4, pp. 141-156.
  • Inps (2024), Reddito/Pensione di Cittadinanza. Appendice statistica, gennaio 2024.