Si sono conclusi i lavori di ristrutturazione dell’ex canonica del Tempio della Pace, primo intervento realizzato all’interno del progetto delle Nuove Cucine Economiche Popolari. Un traguardo importante che segna l’avvio concreto di un percorso destinato a trasformare e rafforzare la presenza delle Cep in città, offrendo nuovi spazi e nuove opportunità per accompagnare le persone che vivono situazioni di fragilità.
L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi della Missione 5 “Inclusione e Coesione” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), messi a disposizione dal Comune di Padova, e ha interessato l’edificio dell’ex casa canonica della parrocchia della Pace. La struttura è stata completamente riqualificata, mantenendo intatte le sue caratteristiche storico-architettoniche e adeguandola alle esigenze dei servizi che ospiterà nei prossimi mesi.
La conclusione dei lavori è stata presentata nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del vescovo di Padova mons. Claudio Cipolla, del sindaco Sergio Giordani, dell’assessora al sociale Margherita Colonnello, del presidente della Fondazione Nervo Pasini don Luca Facco, della direttrice delle Cep suor Albina Zandonà, del responsabile unico del progetto Mauro Gugel e del progettista Adolfo Zanetti.
Il nuovo edificio accoglierà progressivamente alcuni servizi delle Cucine Economiche Popolari. Al piano terra troveranno spazio il fermo posta, il segretariato sociale, alcuni locali dedicati all’ascolto e al deposito bagagli. Al primo piano sarà invece collocato il servizio sanitario, che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per molte persone che incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari ordinari.
Durante la conferenza stampa è emersa una riflessione condivisa: questo intervento rappresenta molto più di un semplice ampliamento degli spazi disponibili.
«Non è un semplice trasloco. È un modo nuovo di ripensare come stare accanto alle persone», ha affermato don Luca Facco.
Le Nuove Cep nascono infatti dalla consapevolezza che i bisogni sociali cambiano nel tempo e che anche i servizi sono chiamati a evolvere. Nuovi spazi significano certamente una migliore organizzazione delle attività, ma soprattutto la possibilità di costruire percorsi di accompagnamento sempre più attenti alle diverse dimensioni della povertà contemporanea.
Nel corso degli interventi è stato più volte sottolineato come le Cucine Economiche Popolari rappresentino una risorsa importante per l’intera città. Il vescovo Claudio Cipolla ha richiamato il valore culturale di questo progetto, invitando a leggere l’attenzione alle persone più fragili come una responsabilità che coinvolge l’intera comunità. Il sindaco Sergio Giordani ha evidenziato il ruolo delle Cep come punto di riferimento cittadino nell’intercettare nuove forme di povertà, mentre l’assessora Margherita Colonnello ha ricordato l’importanza del lavoro di rete che ogni giorno coinvolge istituzioni, servizi e realtà del Terzo settore.
Al centro di tutto rimangono però le persone e le loro storie.
«Accogliere significa conoscere le storie delle persone», ha ricordato suor Albina Zandonà.
Una frase semplice che aiuta a comprendere il significato più profondo di questo progetto. Le Nuove Cep non nascono infatti soltanto per offrire spazi più funzionali, ma per rendere sempre più efficace la capacità di ascoltare, orientare e accompagnare chi attraversa momenti di difficoltà. La collaborazione tra servizi diversi, la vicinanza tra operatori, volontari e professionisti e la possibilità di costruire percorsi condivisi rappresentano alcuni degli obiettivi che hanno guidato l’intera progettazione.
La conclusione dei lavori dell’ex canonica rappresenta il primo passo di un progetto più ampio. Il prossimo intervento riguarderà infatti il recupero del vicino ex patronato parrocchiale, destinato a diventare la futura sede delle Cucine Economiche Popolari grazie alla collaborazione tra Fondazione Nervo Pasini e Associazione Universale Sant’Antonio.
Quello che si è concluso in queste settimane è dunque molto più di un cantiere. È l’inizio di una nuova fase della storia delle Cep, costruita con lo sguardo rivolto al futuro e con la stessa attenzione che da oltre un secolo continua a mettere al centro le persone, le loro fragilità e le loro possibilità.