C’è un momento, alla fine di ogni laboratorio, in cui ai bambini viene chiesto che cosa si portano a casa dall’esperienza. Le loro parole vengono annotate su una lavagna, senza filtri, senza suggerimenti. Restano lì, una accanto all’altra, a comporre una restituzione collettiva.
È da quelle parole che vale la pena partire, perché raccontano con immediatezza il senso del percorso che le Cucine Economiche Popolari hanno proposto anche nel 2026 nelle scuole primarie delle province di Padova e Rovigo, attraverso il laboratorio “Se Apri Non Scarti”.
Un laboratorio che parte dal fare
“Se Apri Non Scarti” è un laboratorio educativo che prende avvio da un’esperienza concreta: lavorare insieme sul cibo, a partire da ciò che normalmente viene considerato scarto.
Da qui nasce una prima intuizione: ciò che sembra poco può diventare qualcosa di nuovo. Ed è proprio da questa esperienza che si apre un passaggio più ampio, che accompagna i bambini dal cibo alle relazioni, dagli oggetti alle persone, dallo scarto materiale al valore di ciascuno.
Tra febbraio e aprile 2026 sono stati realizzati 30 laboratori, che hanno coinvolto complessivamente 40 classi e 649 alunni nelle scuole primarie di Padova e Rovigo. Il progetto si inserisce all’interno di un percorso triennale ormai consolidato, che ha permesso negli anni di costruire relazioni stabili con le scuole e di affinare progressivamente modalità e contenuti.
Come viene valutato il laboratorio
Al termine di ogni incontro, agli insegnanti viene proposto un questionario di valutazione, che restituisce un quadro chiaro e coerente.
La valutazione complessiva del laboratorio è molto positiva, con una prevalenza netta dei giudizi più alti. Anche l’esposizione e la conduzione dell’attività vengono apprezzate per chiarezza ed efficacia.
Un elemento particolarmente significativo riguarda l’utilità educativa percepita: tutti gli insegnanti riconoscono il valore del laboratorio per la crescita personale degli alunni. Molti sottolineano inoltre come l’esperienza continui anche dopo il laboratorio, attraverso discussioni in classe, collegamenti con altri percorsi e rielaborazioni condivise.
Anche il livello di coerenza con i programmi scolastici risulta elevato: il laboratorio si inserisce con facilità nei percorsi di educazione civica, inclusione e rispetto reciproco. Infine, emerge con forza il desiderio di continuità, con la volontà, espressa dalla quasi totalità degli insegnanti, di riproporre l’esperienza ad altre classi.
Le parole dei bambini
Accanto ai dati raccolti attraverso i questionari, c’è un altro elemento che restituisce con grande forza il valore dell’esperienza: le parole dei bambini.
Pur provenendo da classi e scuole diverse, le restituzioni finali mostrano una sorprendente coerenza. I bambini parlano di rispetto, inclusione, aiuto reciproco, attenzione agli altri, valore delle cose.
Scrivono frasi come: “Nessuno è scarto”, “Non lasciare mai da parte nessuno”, “Aiutare le persone in difficoltà”, “Non sprecare il cibo”, “Abbiamo tutti gli stessi diritti”.
Ciò che colpisce è il passaggio che avviene in modo spontaneo: dal tema dello scarto materiale a quello dello scarto sociale. Il laboratorio attiva una rielaborazione concreta: i bambini costruiscono collegamenti, danno senso a ciò che fanno, riconoscono valore nelle cose e nelle persone.
Un apprendimento che continua
Uno degli aspetti più significativi riguarda ciò che accade dopo l’esperienza.
Gli insegnanti raccontano che i bambini continuano a parlarne nei giorni successivi: riprendono i temi affrontati, li portano a casa, li condividono con le famiglie. Il laboratorio diventa così un punto di partenza, capace di generare attenzione e consapevolezza anche oltre il momento vissuto insieme.
Questa continuità si traduce in piccoli cambiamenti: maggiore attenzione allo spreco, più sensibilità verso gli altri, maggiore disponibilità alla collaborazione. Si tratta di trasformazioni difficili da misurare in modo puntuale, ma chiaramente riconoscibili nei racconti e nelle osservazioni raccolte.
Il laboratorio rappresenta inoltre un’occasione concreta di incontro tra scuola e territorio. Attraverso questa esperienza, i bambini entrano in contatto con la realtà delle Cucine Economiche Popolari e scoprono un luogo che, pur non essendo parte della loro quotidianità, appartiene alla loro città.
Si crea così un collegamento tra ciò che si apprende a scuola e ciò che accade nella vita reale. Per le scuole, il laboratorio diventa uno strumento educativo concreto; per le Cucine Economiche Popolari, un modo per condividere uno sguardo maturato nell’incontro quotidiano con le persone.
Per approfondire dati, risultati e metodologia del percorso, è possibile scaricare il report completo a questo link:
https://fondazionenervopasini.it/wp-content/uploads/2025/05/valutazione-attivita-2026-1.pdf